"Sono quell'animale di percezione e movimento chiamato corpo" (Merleau- Ponty, 1960)
ESPOSIZIONI
FUTURISSIMA
La mostra collettiva Futurissima è stata allestita nel mese di dicembre 2013 a Buenos Aires, presso La Sin Futuro, luogo di circolazione artistica con sede in una casa che è stata demolita dopo poco l’esposizione. Alla mostra hanno partecipato tutti gli alunni del Master in Tencologia ed Estetica delle Arti Elettroniche dell’anno accademico 2013, i quali hanno lavorato in equipe divisi in gruppi per la curatela, per il montaggio in sala, per la prouzione e per la grafica e la comunicazione. In occasione della mostra è stata ideata e realizzata l’installazione sonora Rockaby (hic et nunc), programmazione su piattaforma Arduino e Processing, circuito elettronico con multiplexer.
MECÁNICAS DE PENSAMIENTO: OBRAS EN PROCESO, Museo Castagnino, Rosario (Argentina), 2015
La mostra Mecánicas de pensamiento è stata allestista a Rosario (Argentina) nel 2015. L’opera presentata in quel contesto è Hearing Voices, installazione audivisiva interattiva. Di seguito viene riportato il testo di sala della curatrice Jazmín Adler:
La meccanica riguarda sia il movimento di un corpo sia le forze che lo producono e gli effetti che esse innescano. Comprende l’insieme delle fasi successive dello spostamento, ma anche le cause che ne determinano l’evoluzione e le alterazioni che si verificano lungo il percorso. Il pensiero, da parte sua, possiede una meccanica propria; pensare è progettare, tramare, tessere. Immagini, esperienze, testi e concetti si intrecciano in un unico processo di riflessione. Il pensiero è movimento e, come tale, si determina nelle peculiari associazioni che si stabiliscono tra le idee che stimolano, configurano e trascendono la sua attività.
Mecánicas de pensamiento: obras en proceso è una mostra che riunisce undici opere realizzate dagli studenti del Master in Tecnologia ed Estetica delle Arti Elettroniche dell’Universidad Nacional de Tres de Febrero (Buenos Aires), che stanno scrivendo la loro tesi finale. Le opere esposte costituiscono progressi della ricerca in corso, e coinvolgono quindi diverse manifestazioni della convergenza tra arte, scienza e tecnologia: ambienti sensoriali, installazioni sonore, robotica, biointerattività.
Con questo Master cerchiamo di delineare nuove linee guida metodologiche e principi epistemologici che contribuiscano alla progettazione di ricerche basate sulla prassi delle arti elettroniche. Il pensiero non è qui concepito come un’attività strettamente mentale, ma come un aspetto intrinseco della pratica che si concretizza in ogni proposta artistica. In altre parole, il pensiero è l’opera, così come la produzione materiale ed estetica dei progetti è inseparabile dalle strutture concettuali che li abitano.
Questa mostra ci invita a esplorare le meccaniche che modulano l’inventiva dei diversi processi di pensiero. Si tratta di opere sperimentali e di ricerca, le cui configurazioni formali, tecnologiche e spaziali lasciano intravedere i percorsi personali di ciascuno degli artisti.” (Jazmín Adler)
Artisti: Myriam Beutelspacher, Ana Laura Cantera, Guadalupe Chávez, Alejandra Ferruccio, Paula Guersenzvaig, Fabricio Mouzo, Gabriela Munguía, Leo Nuñez, Sebastián Pasquel, Jaime Rodríguez, Marlin Velasco e Giuseppina Vignola.
La mostra è realizzata grazie a un accordo tra il Master in Tecnologia ed Estetica delle Arti Elettroniche dell’Universidad Nacional de Tres de Febrero (Buenos Aires) e il Programma EspacioLab, un programma del Complejo Astronómico Municipal.
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ARTE ELETTRONICA ESCALATRÓNICA, Lanús (Buenos Aires, Argentina), novembre 2015
Nel mese di novembre 2015 Giuseppina Vignola ha partecipato al Festival Escalatronica con la presentazione del video monocanale Hearing Voices e dell’installazione sonora interattiva Rockaby (hic et nunc), realizzata con programmazione sulla piattaforma Arduino, Processing e circuito elettronico con mutiplexer. Il Festival, organizzato dalla Universidad Nacional di Lanús, ha ospitato 30 produzioni artistiche, due conferenze a cura di di Diego Levis e Joaquín Fargas, workshop e performance di DJ e VJ. Organizzato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche e Arti e dalla Segreteria di Scienza e Tecnologia. Vi hanno partecipato 320 persone, due scolaresche provenienti da scuole della regione, che hanno interagito giocosamente con le opere presentate.
SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO UNTREF ALLE ARTI ELETTRONICHE, Museo Muntref, Caseros, 2016
Da marzo a maggio 2016 Giuseppina Vignola ha partecipato alla Seconda Edizione del Premio Untref alle Arti Elettroniche con la videoinstallazione Looping Obsessions. Proiezione su pannello di maglia realizzato a mano. Spazializzazione sonora a quattro canali audio (Museo MUNTREF, Caseros). Di seguito il testo curatoriale di Mariela Yeregui, coordinatrice del Premio:
Modellare l’universo estetico delle opere, concepire la loro architettura tecnologica – che non è solo la loro concretizzazione fisica ma coinvolge anche aspetti concettuali – e pensare alle loro implicazioni dal punto di vista dei saperi che le opere invocano – da zone più confortevoli a territori più ardui – sono una condizione di possibilità per la loro esistenza. Questo tipo di processo è laborioso e si estende nel tempo. È molto più simile al lavoro di laboratorio che al lavoro solitario dell’artista nel suo studio.
Il Premio UNTREF alle Arti Elettroniche, seconda edizione, si basa sulla premessa che è essenziale rinvigorire l’idea di “laboratorio” come spazio di ricerca e produzione di conoscenza. L’arte elettronica è un modo per evidenziare questo spazio di circolazione orizzontale in cui gli individui, ai margini delle loro discipline, lavorano e configurano una dinamica segnata dal trasferimento di conoscenze, dalla costruzione di gruppo del sapere e dall’intercontaminazione dei punti di vista.
In breve, non si tratta di lavorare entro i confini proposti dalle opere, ma di aprire le porte per generare zone in cui l’attraversamento spurio, che modella gli oggetti o i sistemi multidimensionali in termini epistemologici, apra spazi non solo per la fruizione estetica ma anche per il pensiero e la riflessione.
Le opere esposte sono il risultato di un processo di scambio, feedback, discussioni, riflessioni condivise – che a volte non rifuggono dalla divergenza, ma anzi la incorporano – il cui fine ultimo non è stato solo la realizzazione di un oggetto “mostrabile”, ma anche il rinvigorimento di uno spazio di lavoro. In questo ambito – di formazione, creazione e pensiero – forse ciò che conta non sono le configurazioni visive e sonore finali, ma i processi in germe – sempre dinamici e mutevoli – che si propongono di continuare e ripensare criticamente questo campo, così consolidato nell’ambito della nostra università.” ( Mariela Yeregui)
FASE 8 – ENCUENTRO DE ARTE, CIENCIA Y TECNOLOGÍA, PENSAR LA PRAXIS, Casa Nacional del Bicentenario, dicembre 2016
A dicembre 2016 Giuseppina Vignola ha presentato l’installazione Looping Obsessions (proiezione su pannello di lana fatto a mano, spazializzazione audio a quattro canali) nell’ambito dell’esposizione Pensar la praxis, Fase 8- Encuentro de Arte, Ciencia y Tecnología presso la Casa del Bicentenario (Buenos Aires).
FECIMU-FESTIVAL DE CINE Y MULTIMEDIA, 2023
Nel mese di marzo 2023 Giuseppina Vignola ha partecipato al Festival di Cinema e Multimedia-FECIMU, organizzato dalla cooperativa Taller Imagen con il video monocanale Hearing Voices.
DECLINACIONES DE LA PERCEPCIÓN, Camargo 1020 Espacio de Arte,
dicembre 2023
Nel mese di dicembre 2023 in occasione della discussione della tesi del master in Tecnologie ed Estetica delle Arti Elettroniche ha realizzato una mostra personale presso Camargo 1020 Espacio de Arte. Opere presentate: De fallacie perceptione, videoinstallazione meccanica; Looping Obsessions II, installazione audiovisiva interattiva.
ENTRETEJIDOS DE PERCEPCIÓN, LA TOMADA (Buenos Aires), aprile 2024
Ad aprile del 2024 Giuseppina Vignola ha realizzato l’esposizione personale Entretejidos de percepción, curata da Gabriela Munguía presso La Tomada, Fraga 119. Opera presentata: De fallacie perceptione assieme a un registro fotografico delle installazioni Rockaby (hic et nunc), Looping Obsessions I e II, Hearing Voices e a QR che rinviano ai video dell’installazione Looping Obsessions II. Di seguito il testo di sala elaborato dalla curatrice Gabriela Munguía:
Nel crocevia tra la filosofia della percezione di Merleau-Ponty e la visione artistica di Giuseppina Vignola nasce la mostra “Entretejidos de percepción” (intrecci di percezione). Un’esperienza che ci invita a un dialogo profondo con l’atto del percepire, non come mera funzione sensoriale, ma come esperienza intrinsecamente creativa e trasformativa. Merleau-Ponty, in particolare con il suo concetto di chiasmo, ci offre una ottutarore aperto per riflettere sull’interrelazione e l’intreccio delle percezioni e delle esperienze, suggerendo che il soggetto e l’oggetto, l’interno e l’esterno, non sono entità separate, ma sono intrinsecamente connesse e si definiscono reciprocamente.
Nel cuore della mostra si incontra “De fallacie perceptione”, un’installazione meccanica che esplora la smaterializzazione del supporto visivo e l’effimerità della percezione. Un pannello tessuto a mano e montato su un telaio di legno viene lentamente srotolato dal basso verso l’alto da un sistema motorizzato. Questo atto meccanico di sfilamento rivela e allo stesso tempo nasconde una proiezione video che evoca il monologo teatrale “Rockaby” di Samuel Beckett del 1981. In questo monologo il drammaturgo affronta il tema dell’alienazione e della dissociazione della personalità per esprimere l’incomunicabilità e gli effetti dell’individualizzazione delle società.
Man mano che la “lana-schermo” si sfila, l’immagine si distorce e alla fine scompare, non solo alterando la rappresentazione visiva, ma anche trasformando fisicamente il supporto stesso. Questo processo non solo sovverte la persistenza dell’immagine visiva, ma invita anche gli spettatori a riflettere sull’effimero e sulla continua trasformazione del percepito. La “lana-schermo” diventa un supporto metamorfico tra il tutto e le sue parti, il tessuto e il filo, l’immagine e il pixel, la luce e l’ombra.
L’opera di Vignola ci invita a riconsiderare la realtà non come qualcosa di dato, ma come qualcosa che viene costruito nell’ interazione con il nostro ambiente. Attraverso la sua opera sfida la concezione tradizionale della percezione come specchio passivo del mondo, proponendo invece una visione in cui percepire è co-creare, partecipare attivamente alla formazione della nostra esperienza e alla costruzione di realtà. Il lavoro dell’artista mira quindi a sperimentare come le nostre percezioni costruiscano realtà in costante evoluzione e come, in questo processo, il confine tra il sé e il mondo diventi sfocato e permeabile.
“Entretejidos de Percepción” propone un’esplorazione del corpo come primo orizzonte di ogni significato fino alla dissoluzione dei limiti tra il sé e il mondo, in cui lo spazio della galleria si trasforma in un territorio di incontro tra la soggettività dell’artista, l’opera e il pubblico, configurando una dialettica sperimentale tra ‘oggetto-soggetto’ e ‘immagine-macchina’. (Gabriela Munguía)
6° ENCRUENTRO DE VIDEO, Umbral Espacio de Arte, maggio 2024
Nel mese di maggio 2024 Giuseppina Vignola ha partecipato all’esposizione collettiva 6° Encuentro de vídeo presso Umbral Espacio de Arte (Av. Díaz Vélez 3980) con la videoinstallazzione meccanica De fallacie perceptione. Curatrici: Paula Doberti, María Gil Araujo e Débora Kirnos.